Associazione sportiva dilettantistica I LUPI LUMEZZANE

Cosa (non)fare prima di una gara/forse

Dopo tutte le vicessitudini che hanno preceduto la gara, se possibile faccio del mio meglio per complicarmi ulteriormente la mattinata..

Sera prima giro pizza con pizze improbabili e con orari che da tempo non vedevo,nel senso tardi... è troppo tardi ma ormai era tardi per dirlo, pure in ritardo.

Bene, mettiamo in tasca la serata, portandomi appresso al letto una tanica d'acqua, convinto di berla a intervalli regolari durante la poca notte rimasta per prevenire la disidratazione. che strani pensieri...Non so come ma porca vacca mi sveglio regolarmente, ogni ora e mezza e bevo quel preziosissimo liquido.

Suona la sveglia ufficiale, sciacquata rapida, un caffè enorme per il mio corpo non più abituato a quel'aroma, e qualcosa per colazione, correggo qualcosina, la pizza di ieri è ancora in agguato e non lascia spazio a molto altro e poi per terminare l'OKI perchè il dente è ancora lì, sfortunatamente non si è schiodato.

Arriviamo alla partenza, mettiamo in bella mostra le nostre uniformi, mangio uvetta.. parcheggiamo la sacca, mangio uvetta..esco all'aperto, mangio uvetta.. faccio un pò di riscaldamento, mangio uvetta... e poi bisogno improvviso di andare in bagno, forse espello Uvetta..

Ore 9.00 pronti(mmmmhhh) via! faccio partire il mio amico tecnologico sul polso..il primo km sò che è su asfalto, ogni 100 m. medito di abbandonare, gambe che non vanno, peperoni della pizza che si fanno presenti, e una senzazione di svuotamento. Non so come, forse spinto dai concorrenti, arriviamo nel bosco Ogni 300 m. medito di abbandonare, fatica incredibile e senzazione di qualcuno attacato allo zaino che mi trattiene, forse era vero..Fra un mio abbandono e l'altro mi accorgo che della gara che avevo pensato non c'è manco la traccia (non interrompere il ritmo, corsetta costante) impossibile. In qualche modo arrivo alla prima discesa e sò di essere ancora in difficoltà ma adesso non abbandono. Salita per arrivare a S'Antonio e lì forse capisco che tutto sommato la finirò, riesco a tenere la corsetta in mezzo a gente che cammina, ma niente, il sentiero si stringe, s'infanga e chi hai davanti impone il suo ritmo, perchè non li passo? perchè potrebbe risultare il sorpasso più lungo della storia, non ho un passo tanto superiore.. Prima di S.Antonio è l'ultima volta che sento me dire a me stesso di abandonare, passato s'Antonio non si torna più indietro.

Via verso Conche! con smadonnate verso un altro Lupo, perchè ho provato e riprovato con lui il percorso, da un altro sentiero, niente di male, questo sembra un poco più morbido. Eccola che arriva.. la salita che più temo, peccato che davanti a me c'è una donna con una racchetta puntata sempre all'altezza del mio occhio, credo l'abbia fatto apposta , come avvertimento. Si scivola, passo in su e scivoli giù, arriviamo alla Chiesa di Conche  e finalmente mi sbarazzo della donna, ora so che camminerò per arrivare alla croce, è proprio una croce..inizia la discesa e sento che è mia amica, be non subito.. scivolata, culo a terra ma mi ha solo avvertito come fanno i veri amici, be allora sai che c'è... Parto e passo tutto quello che ho a tiro indicandogli a voce dove passerò..Poffe.La Finirò!

Salita malvagia ,infima per S. Onofrio, un lupo vestito d'agnello, ma la passo senza grosse difficoltà pieno di speranze per la verticalissima, lunghissima ma non purissima discesa che ci attende. Parto con il mio incedere torno a sorpassare, ma questa è diversa, non vuole essere mia amica non ha tempo per esserlo, è acuta e ad ogni passo sento che mi vuole levare le unghie dall'alluce, perplesso rivedo le mie Salomon comode lasciate nella sacca, immagino le mie unghie sollevarsi, nella mia testa ritorna l'Abbandono!! cazzo! non riesco più a fare un passo senza sentire un lancinante dolore, ogni passo potrebbe essere l'ultimo per le mie unghie. Non voglio mollare! chiedo ad ogni volontario quanto manchi all'arrivo... 2 km, troppo, poco , ormai non lo so, piego l'alluce e cerco di correre così..penso di toglier le scarpe e correre senza, ma ormai arriva l'ultimo tratto di asfalto ma è ancora in discesa.

Correndo credo in maniera inguardabile, mi avvicino all'arrivo dove mi rianimo vedendo la mia incredibile ed inarrivabile compagna con la mia bimba, ancora nel calduccio pancino della mamma(8 mese).

Taglio il traguardo, tolgo le scarpe, mi tolgo il fango da dosso, ma le unghie mi rimangono addosso insieme ad altri dubbi sul come sarebbe potuta andare.... se mia nonna avesse avuto le ruote...

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